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francesco de simone

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Wide and open your Third Eye

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October 01

Quelli che Ben pensano

Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi a far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo, il fine è solo l'utile, il mezzo ogni possibile, la posta in gioco è massima, l'imperativo è vincere e non far partecipare nessun altro, nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro: niente scrupoli o rispetto verso i propri simili perchè gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili. Sono tanti arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti, sono replicanti, sono tutti identici guardali stanno dietro a machere e non li puoi distinguere. Come lucertole si arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano. Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno, spendono, spandono e sono quel che hanno.
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio...
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio...
...e come le supposte abitano in blisters full-optiona, con cani oltre i 120 decibels e nani manco fosse Disneyland, vivon col timore di poter sembrare poveri, quel che hanno ostentano e tutto il resto invidiano, poi lo comprano, in costante escalation col vicino costruiscono: parton dal pratino e vanno fino in cielo, han più parabole sul tetto che S.Marco nel Vangelo e sono quelli che di sabato lavano automobili che alla sera sfrecciano tra l'asfalto e i pargoli, medi come i ceti cui appartengono, terra-terra come i missili cui assomigliano. Tiratissimi, s'infarinano, s'alcolizzano e poi s'impastano su un albero, boom! Nasi bianchi come Fruit of the Loom che diventano più rossi d'un livello di Doom...
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio...
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio...
Ognun per se, Dio per se, mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica, mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano. Mani che poi firman petizioni per lo sgombero, mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscon manganelli, che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli. Quelli che la notte non si può girare più, quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv, che fanno i boss, che compran Class, che son sofisticati da chiamare i NAS, incubi di plastica che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara ma l'unica che accendono è quella che dà loro l'elemosina ogni sera, quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera...
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio...
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio...
August 25

cose che non ho

Forse é così, io vivo fuori tempo;
é vero ciò che sento sotto pelle,
é come una costante sensazione di
mancata appartenenza
che suona e vedo le tue mani
allontanarsi alla deriva delle

cose che non ho,
cose che non avrei potuto avere mai,
e cose che non so,
le cose che non ho
sono ciò che sono e non chiedono scusa.
(Guardale a fondo non cerco una scusa).

Forse é perché sorrido fuori tempo,
non riesco ad adattarmi e galleggiare,
perso dentro guai di cui non
provo neanche più a trovare un senso,
ti cerco e vedo le tue mani
allontanarsi alla deriva delle

cose che non ho,
cose che non avrei potuto avere mai,
e cose che non so,
le cose che non ho
sono ciò che sono e non chiedono scusa.
(Guardale a fondo non cerco una scusa).


Ma non rinuncerò ai miei relitti, alle mie cose che non ho
e non le tradirò - cose che so
Non dimenticherò la nostra strada e ciò che siamo,
questo no non credo cambierò - cose che so -  

 

cose che non ho,
cose che non avrei potuto avere mai,
e cose che non so,
le cose che non ho
sono ciò che sono e non chiedono scusa.
(Guardale a fondo non cerco una scusa).

August 03

corto circuito

Il mio problema è che
sono incontentabile
non mi sta mai bene niente
dice la gente si ma,
ma in questi anni ho imparato
che anche ciò che mi è dovuto
nessuno lo darà mai per scontato noo, no no no
io voglio tutto anche l’impossibile
io voglio tutto ma sarò implacabile
io voglio tutto anche l’impossibile
io voglio tutto ma sarò implacabile

Quello che penso così in un momento
è in corto circuito con quello che sento
Quello che penso così in un momento
è in corto circuito con quello che sento

Mi capita ogni giorno appena sveglio
mi sento le vocine nel cervello:
"prendilo-giralo spostalo-ammazzalo" neh ué!
non so neanche se parlano di qualcun altro o parlano di me
e qualora così fosse resterebbe da capire
se ce l’hanno con me stesso zero uno due o tre,
siamo in tanti e la capa di morto è piccola
la gente mormora ed io sento le vocine nel cefrone ogni mattina
e me mettesse na cravatta cu ’e palline
o cazone e na giacchetta blu marine
e ntunate cu scarpine marruncine
’e cazette ’e seta fina
e po’ facesse na rapina
int’a nu grande magazzino
Quello che penso così in un momento
è in corto circuito con quello che sento
Quello che penso così in un momento
è in corto circuito con quello che sento
Nel tempio maledetto della mia memoria
ci sono alcuni punti oscuri che non ho sbrogliato ancora:
vortici, buchi neri nel mio passato
che cancellano, risucchiano tutto ciò che è stato.
C’è una parte di me che sa benissimo cosa è successo
l’altra fa finta di niente per fottermi bene lo stesso
ma guarda un po’ che fatto strano
quali mostri è in grado di creare il cervello umano
mi sembra di vedere dottor Jekill arrivare da lontano
non l’aspettavamo…
La realtà è evanescente e come lei niente
ma i sentimenti restano condensati dentro l’aria
come nuvole che attendono di partorire, gravide
come il mio passato, e qui mi perdo ma una cosa resta:
io preferisco il cuore alla testa

Quello che penso così in un momento
è in corto circuito con quello che sento
Quello che penso così in un momento
è in corto circuito con quello che sento

Il maniaco depresso, l’ingrippato
che io stesso ultimamente credo d’esser diventato
abituato al compromesso
’o vattesse
’o sparasse
e zittu zittu l’atterrasse
il fottuto controllore di me stesso
confesso:
se la vita fosse un treno dovrei fare il biglietto guaglió
però i contanti non ce li ho
e voglio pure un posto in prima sopra al treno della vita
mo’ te dico tutte cose int’a na vota:
’o bbiglietto nun ’o tengo
’a ccà ncoppa nun me ne scengo
e nun tengo documento: perduto
e si mo’ vaie a chiammà ’e gguardie, l’abboffo ‘e mazzate
che almeno abbascio ’e ccelle se mangia cucinato
he capito?
Ah, me só sfugato

Quello che penso così in un momento
è in corto circuito con quello che sento
Quello che penso così in un momento
è in corto circuito con quello che sento 



 
July 31

la donna giusta


'E femmene so' comme è stelle
Si te pierde l'he 'a guardà
Ce ne stanno a mille a mille
Peccerelle, so' scintille
Ca pazzeano mmiezo 'o ffuoco
E pircio' n' 'e ppuo' acchiappa'
Si ll'affierre 'e ffaie stutà
Lass' è stà lass è vula
Pò te cuoce, te faje male
E cù cchi t'à vuò piglià ?
Si sapisse comme é bello
A vedè sti lampetelle
Ca se specchiano int'all'uocchie
è chi è ssape accarezzà
una è lloro é 'a stella mia
pecché quanno 'a notte è scura
e stu core s'appaura
pare comme si 'a sentesse
che me dice;" Aize 'a capa, siente addore ?
Guarda 'ncielo e staje sicuro,
tanto io stongo sempe ccà ! "
 
 
Vincenzo Salemme 
July 20

Avidya

 Malattia, apatia, dubbio, negligenza, indolenza, inclinazioni mondane, illusione, non attingimento di uno stadio, instabilità; questi determinano la distrazione della mente e costituiscono gli ostacoli.

Dolore (mentale) disperazione, nervosismo e respiro difficile sono i sintomi di una condizione distratta della mente.

 La mancanza di vera conoscenza è la sorgente di tutte le sofferenze e i dolori, siano essi allo stato dormiente, attenuato o pienamente attivo.

Confondere il transitorio con il permanente, l'impuro con il puro, il dolore con il piacere, e quello che non è il sé con il sé; tutto ciò è chiamato mancanza di conoscenza spirituale, avidya.
 
 L'errato convincimento su ciò che è eterno e ciò che non lo è,
su ciò che è salutare e ciò che non è salutare, costituisce un disturbo dell'intelletto, perché l'intelletto (in condizioni normali) vede in modo equilibrato.
 
 A causa dell'indebolimento della volontà non si può controllare la mente che è incline verso il campo degli oggetti; la funzione della volontà è di guidare la mente lontano dagli oggetti insalubri.
 
 Per colui che vede il proprio Sé espanso nell'universo e l'universo nel proprio Sé, e che vede il superiore e l'inferiore, la pace sulla conoscenza non viene mai a mancare.